
Pubblicato il 25/03/2025
Il mio bimbo russa? Cause, conseguenze e rimedi
Il russare nei più piccoli non è sempre un fenomeno innocuo, soprattutto se persistente e associato ad altri sintomi. In alcuni casi, può essere il segnale di un disturbo più serio: la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS). Questo disturbo si manifesta con ostruzioni intermittenti delle vie respiratorie superiori durante il sonno, alterando la qualità del riposo e la corretta ossigenazione del sangue.
Si stima che l’OSAS colpisca tra l’1% e il 5% dei bambini e delle bambine, con un’incidenza maggiore tra i 2 e i 6 anni.
Le cause del russamento nei bambini
Le strutture anatomiche coinvolte nel russamento dei bambini (roncopatia pediatrica è la definizione medica) sono principalmente le tonsille palatine e le adenoidi. Questi organi, situati rispettivamente nella gola e dietro il palato, svolgono un’importante funzione di difesa dalle infezioni, ma nei bambini possono ingrossarsi e causare problemi respiratori.
Se il passaggio dell’aria attraverso il naso è ostruito, il bambino tende a respirare con la bocca, sia di giorno che di notte. Inoltre, l’ingrossamento delle adenoidi può interferire con la funzione delle tube di Eustachio, che collegano il naso all’orecchio, favorendo l’accumulo di catarro e aumentando il rischio di otiti.
Tra le principali cause della roncopatia e dell’OSAS nei bambini troviamo:
- ipertrofia adeno-tonsillare (ingrossamento delle adenoidi e/o delle tonsille)
- problemi del palato (es. palato stretto)
- deviazione del setto nasale o ipertrofia dei turbinati
- dovrappeso
- malformazioni cranio-facciali
- malattie neuromuscolari
Durante il sonno, la naturale riduzione del tono muscolare può aggravare la situazione, riducendo ulteriormente il passaggio dell’aria.
Sintomi e segnali di allarme
I bambini affetti da OSAS possono manifestare diversi sintomi, tra cui, appunto, il russamento notturno; ma anche:
- respirazione orale durante il giorno
- otiti e naso chiuso persistente
- rinite cronica e sinusiti
- irritabilità e iperattività
- sonnolenza diurna e scarso rendimento scolastico
- scarso appetito
- possibili problemi cardiovascolari
Sono tutti disturbi che hanno un impatto negativo sul benessere del bambino e che spesso, quando non se ne inquadra correttamente la causa, comportano frequenti visite mediche e un maggiore uso di farmaci.
Inoltre, un bambino con OSAS non trattata potrebbe inoltre sviluppare difficoltà nel linguaggio, nell’alimentazione e nell’apprendimento. La respirazione orale prolungata può anche influenzare lo sviluppo del viso e della dentatura, rendendo necessario, a lungo termine, l’intervento di specialisti come logopedisti e odontoiatri.
Le soluzioni possibili
Il trattamento della roncopatia pediatrica dipende da ciò che lo causa. Inizialmente si possono adottare terapie mediche per ridurre l’infiammazione e il muco, tra cui:
- lavaggi nasali e corticosteroidi locali
- cure termali
- controllo del peso nei bambini sovrappeso
In caso di ipertrofia tonsillare o infezioni frequenti (3-4 episodi all’anno con febbre e necessità di antibiotici), si può ricorrere alla chirurgia con interventi come:
- adenotonsillectomia o tonsillectomia (rimozione di adenoidi e/o tonsille)
- frenulotomia (per migliorare la mobilità della lingua)
- turbinoplastica (per migliorare il flusso d’aria nel naso)
- drenaggi timpanici (per prevenire le otiti ricorrenti)
Nei casi più gravi, può essere necessario approfondire con esami specialistici come la polisonnografia, o consultare endocrinologi e cardiologi per valutare eventuali complicanze.